Tappa 6: Raposeira – Cabo São Vincente

Ci siamo!! Ultimo giorno con arrivo a Cabo São Vincente, la mia meta personale. Le emozioni sono tante, fatico a razionalizzare tutto quanto ma mi dico che forse non è neanche necessario. È l’ultima mattina che mi alzo, faccio colazione con avocado e pomodorini su delle fette di pane, preparo lo zaino cercando di inserire le cose con una logica, saluto il terrazzo bevendo un caffè solubile e poi è ora di partire.

Sono le 7:30, ripercorro i 2km che mi separano da Vila do Bispo. L’atmosfera è calma, si percepisce nell’aria il senso di essere ai confini delle terre. Lascio Vila do Bispo alle mie spalle per immettermi in dolci strade fra campi di grano e cascine. Il sole è già alto ma non scotta, il vento fa muovere il grano in una danza dorata che culla l’anima, che ti fa sentire vivo, grato, accolto in un silenzio speciale, carico di emozione. Il percorso è magico e solitario, i campi di grano lasciano spazio alle specie erbacee più piccole, all’orizzonte piano piano ricompare l’oceano.

Sì, siamo davvero alla fine del mondo.

Mi fermo per uno spuntino sulle scogliere a picco. Ormai in lontananza è comparso da un po’ Cabo São Vincente, lo si vede sin da quando mancano 10km, che si avvicina sempre più. Cerco di ritagliarmi qualche momento per me prima di raggiungere il faro, per realizzare tutto il cammino e le emozioni che mi ha regalato

Mai scelta fu più azzeccata perché da lì in poi, comincio ad incrociare sempre più persone. L’arrivo a Cabo Sao Vincente mi riporta senza troppe mezze misure nella civiltà che avevo abbandonato nei giorni di cammino. Dopo 6 giorni di natura incontaminata, trekkers e piccoli villaggi semplici e silenzioni, il contatto improvviso con la civiltà è stato a dir poco impattante.

Mi sposto in un luogo più silenzioso, bevo un caffè seduto sul ciglio dell’oceano e scrivo delle note sul cammino, contemplando l’orizzonte: da lì in poi c’è solo l’America.

Il cammino è terminato. E’ stato un percorso incredibile, che mi ha fatto crescere a livello personale, mi ha permesso di conoscermi in una veste nuova, fuori dalla comfort zone. I silenzi, i passi lenti ti lasciano spazio per capirti, per parlarti fuori dagli schemi. Un viaggio profondo.

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